Revelation
Rivelazione, che è in qualche modo sinonimo, etimologicamente, proprio di quella parola così importante, in questa data. Di una parola chiave: Apocalypse. Apocalisse.
Abbiamo avuto un rapporto conflittuale, caro il mio secondogenito, ma alla fine hai vinto tu. Hai trionfato tu. Ha trionfato la forza della narrazione, il filo della fantasia, della sceneggiatura. E, nonostante in alcuni momenti ti abbia odiato, perché ti volevo perfetto - non accorgendomi che a modo tuo già lo eri - oggi, un anno dopo la fine della tua stesura, ammetto che probabilmente è vero, che sei la cosa più profonda e più metaforica che abbia mai scritto.
Imperturbabile, l’Orologio dell’Apocalisse è andato avanti, fino a 365 giorni dopo. E, anche se non ti ritengo il mio capolavoro, come ritengo Cielo Triste, sappi che il potenziale del tuo contenuto mi ha fatto capire che scrivere è davvero la mia vita. Che c’è sempre una via su cui costruire una storia, su cui far viaggiare la fantasia.
“La felicità sta nelle piccole cose ma, per goderne davvero, è necessario saper guardare con coraggio a quelle grandi. È nell’ombra del cuore che si annida il più grande valore dell’uomo. Dovremmo solo trovare tutti il coraggio di affrontare il buio di quell’ombra, scoprendo cosa abbiamo davvero dentro noi stessi. Io non ne sono mai stato capace, pur convincendomi dell’opposto. Nel mio cuore ho trovato solamente odio e crudeltà verso chi è migliore di me, così come verso coloro che sono peggiori. Ma non credo che significhi che sono un mostro: significa che non sono mai riuscito ad aprire le porte giuste, nel momento in cui bussavo sul mio petto. Vorrei solo che qualcuno, un giorno, potesse leggere queste mie parole, e fare di esse tutto il tesoro di cui io non sono mai stato capace. Non lasciatele cadere. Non lasciate sbiadire questo inchiostro.
È il solo desiderio puro che è sopravvissuto in me.”
Stefania Sperandio, Apocalypse - L’Orologio dell’Apocalisse

“Vorrei che queste mie parole
fossero ascoltate da qualcuno che sapesse coglierle
Non udite, ma percepite.
Vorrei poterti dire di non dimenticarle.
Di tramandarle.”
Un abbraccio, Stefania